Ferrari 250 GTO

Pochissime autovetture al mondo possono vantare la stessa aura di mito che aleggia intorno ad una Ferrari 250 GTO. Il nome GTO doveva indicare una Gran Turismo Omologata, cioè, nelle intenzioni della Ferrari, costruita in almeno 100 esemplari, alla fine del triennio 1962-64 gli esemplari costruiti saranno però 39. E’ una tra le Ferrari più conosciute ed apprezzate di sempre, un’auto da competizione vincente sui circuiti di tutto il mondo che rimane godibile, divertente ed estremamente affidabile anche su strada, le sue quotazioni alle aste di auto d’epoca raggiungono oggi cifre da capogiro.

Nel 1961 Giotto Bizzarrini viene incaricato dalla Ferrari di progettare una valida sostituta alla 250 GT SWB (Short Wheel Base, passo corto) che, nelle gare per vetture Sport, subisce l’offensiva delle inglesi Jaguar e Aston Martin. La scarsa competitività della 250 GT non è data dalle prestazioni del motore che anzi è uno dei più potenti della categoria, quanto dalla ridotta aerodinamicità delle sue linee.

Uno spaccato della Ferrari 250 GTO, spicca il motore 3l V12 in posizione anteriore centrale

Sull’autovettura che ha fatto da base per lo sviluppo della 250 GTO c’è un piccolo mistero: Bizzarrini ha sempre asserito di aver modificato la 250 GT Boano che gli era stata consegnata dalla Ferrari come auto personale, nei registri Ferrari risulta che si trattava invece di una 250 GT passo corto.

Sulla vettura viene montato un motore derivato dalla 250 Testa Rossa: 3 litri, V12 di 60° con singolo albero a camme in testa che sviluppava circa 300CV a 7500giri/min; il cambio è manuale a cinque rapporti con sincronizzatore, la leva lavora su un selettore a griglia che diventerà poi un segno distintivo di molte Ferrari fino agli anni 90.

Come accennato in precedenza la ricerca di linee aerodinamiche guida il disegno della carrozzeria 250 GTO, Bizzarrini si avvale solamente dell’aiuto di un battilastra e prepara una carrozzeria sperimentale da montare sulla vettura.

Il debutto avviene sul circuito di Monza nel settembre del 1961, la vettura presenta una carrozzeria ancora in fase prototipale che le vale l’appellativo di “Papero” per la caratteristica forma del muso; i tempi che fa segnare Stirling Moss (pochi giorni prima del tragico incidente che segnerà la fine della sua carriera agonistica) sono da primato e lasciano intravedere l’altissimo potenziale della vettura.

Nel novembre dello stesso anno però divergenze interne con il Drake Enzo Ferrari portano alcuni tecnici a lasciare la Ferrari, la cosiddetta “rivoluzione di palazzo”, tra di loro ci sono anche Giotto Bizzarrini e Carlo Chiti che fonderanno poi l’ATS.

Lo sviluppo della 250 GTO è quindi affidato a Sergio Scaglietti come progettista, affiancato da un giovane ingegnere di nome Mauro Forghieri.

Nell’usuale conferenza stampa di inizio stagione del 1962 la Ferrari 250 GTO è presentata ufficialmente al pubblico, la carrozzeria ora in veste definitiva e completamente rifinita presenta linee aggressive e filanti, il frontale è caratterizzato da due serie di tre prese d’aria, situate sopra e sotto la presa d’aria principale anteriore che hanno la funzione di aumentare la portata d’aria sul radiatore, si distingue inoltre per essere la sola vettura a motore anteriore iscritta alla stagione agonistica.

Nel marzo del 1962 la 250 GTO debutta in gara, alla 12 ore di Sebring dove, in mano alla coppia Hill-Gendebien, coglie un ottimo secondo posto assoluto, dietro alla 250 Testarossa, vincendo con facilità la classifica riservata alle vetture GT.

Inconfondibile la vista frontale della 250 GTO

Nello stesso anno vince la categoria “GT” della Targa Florio, successo che si ripeterà anche nei due anni seguenti, il Tourist Trophy di Goodwood e, sempre nella categoria “GT”, la 24 Ore di Le Mans: alla fine della stagione il titolo mondiale GT è suo.

Nei due anni successivi la vettura non subisce modifiche di rilievo e le differenze tra le vetture riguardano solamente componenti minori come la forma di cofano e tettuccio, forma e posizione di vari sfoghi dell’aria e dei gruppi ottici, da rilevare solamente che gli esemplari costruiti nel 1964 non presentano più le prese d’aria aggiuntive sul frontale.

Continuano le affermazioni sportive della 250 GTO: oltre alla già citata tripletta alla Targa Florio, si ripetono nel 1963 i successi a Goodwood e Le Mans oltre al Tour de France e alla 1000km del Nurburgring, che vedono la 250 GTO trionfatrice anche nel 1964.

Ancora oggi la Ferrari 250 GTO è utilizzata, con successo, nelle competizioni riservate alle GT storiche.

Alla fine della sua carriera sportiva la Ferrari 250 GTO può vantare tre vittorie consecutive (dal 1962 al ’64) nel campionato del mondo categoria “GT” e un altissimo numero di affermazioni internazionali in gare di velocità e durata.

Scheda Tecnica

Motore

Anteriore montato in posizione longitudinale – 12 cilindri a V di 60° – Alesaggio x corsa: mm 73 x 58,8 – Cilindrata: cc 2953 – Rapporto di compressione: 9,8:1 – Potenza massima: 300CV a 7400giri/min – Albero a camme in testa, 2 valvole per cilindro – Lubrificazione a carter secco – Sei carburatori doppio corpo Weber 38 DCN – Raffreddamento ad acqua – Impianto elettrico 12V

Trasmissione

Trazione posteriore – Frizione monodico a secco – Cambio a 5 marce + RM con leva centrale – Rapporti al ponte rigido posteriore da 7/34 a 9/32 (otto rapporti diversi al ponte)

Corpo vettura

Berlinetta due porte e due posti – Telaio: tubolare in acciaio – Avantreno a ruote indipendenti, quadrilateri trasversali, molle coassiali con ammortizzatori telescopici e barra stabilizzatrice – Retrotreno a ponte rigido, doppi puntoni laterali, balestre longitudinali, ammortizzatori idraulici telescopici – Freni a disco anteriori e posteriori – Pneumatici ant. 6,00×15, pneumatici post 7,00×15 – Sterzo a vite e rullo conico

Dimensioni e pesi

Lunghezza: 4400 mm – Larghezza: 1670 mm – Passo: 2400 mm – Carreggiata anteriore: 1351 mm – Carreggiata posteriore: 1346 mm – Altezza: 1240 mm – Peso a vuoto: 880 kg – Capacità serbatoio: 130 l

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